Aspetti psicologici di integrazione e cicli – come evitare ossessioni e pressione eccessiva

Negli ultimi anni si parla sempre di più di benessere mentale. Le ragioni sono molte: pressioni sociali e personali, ma anche l’attuale contesto globale. Sotto forte pressione ci sono soprattutto le persone che si allenano con regolarità: cercano di avvicinarsi a certi ideali e spesso si giudicano con severità, pretendendo sempre di più da sé stesse. In questi frangenti non di rado entra in gioco una farmacologia più “forte”. Quali sono gli effetti psicologici dell’uso di SAA e di altre sostanze dopanti? Vediamolo.

La farmacologia non incide solo sul corpo e sulla salute fisica

Steroidi, SARMs e peptidi hanno meccanismi diversi, ma nello sport puntano tutti allo stesso obiettivo: aiutare l’atleta a raggiungere i propri traguardi. Possono favorire la crescita muscolare, ridurre il grasso in eccesso e aumentare forza, performance e resistenza. Grazie a ciò abbiamo ammirato fisici impressionanti – ad esempio sul palco del Mr. Olympia – e in molte altre discipline.

Già negli anni ’90 si discuteva del rapporto tra psiche e steroidi . A catalizzare l’attenzione furono anche i casi di cosiddetto roid rage (ne parliamo più avanti). Fece scalpore il processo a Sally McNeil – marine e culturista – che a San Valentino del 1995 uccise il marito.

Effetti positivi della farmacologia sulla psiche degli sportivi

Molti studi e testimonianze aneddotiche riportano anche effetti positivi. Spesso, con il miglioramento dell’aspetto fisico, cresce l’autostima. Inoltre, l’impatto fisiologico (sviluppo muscolare più rapido, maggiore forza e resistenza) aumenta la motivazione, con benefici sulla qualità dell’allenamento e sulla vita quotidiana.

Alcune sostanze possono agire positivamente non solo sull’umore, ma anche sulle funzioni cognitive – strettamente legate al benessere mentale. Esistono indicazioni che certi SARMs possano avere effetti neuroprotettivi (p. es. contro patologie neurodegenerative) e migliorare attenzione e memoria. I peptidi, a loro volta, potrebbero supportare la salute cerebrale e i processi di apprendimento.

Effetti negativi di SAA e altre sostanze dopanti sulla salute mentale

Accanto ai possibili benefici, gli steroidi e altri dopanti comportano rischi. Di seguito: perché può instaurarsi dipendenza, cosa sia la dismorfia muscolare e se gli SAA aumentino davvero l’aggressività. Spieghiamo anche le possibili radici di questi effetti avversi. Se vuoi conoscere il “lato oscuro” del rapporto psiche ↔ steroidi , continua a leggere.

Possibili fonti degli effetti negativi sui vissuti emotivi

Per capire le conseguenze psicologiche occorre partire dalle cause. Anche senza steroidi, SARMs o peptidi, molte persone soffrono di disturbi – spesso per problematiche personali.

Chi si allena ha aspettative sui risultati. Molti immaginano il proprio “fisico ideale” e si ispirano a icone come Arnold Schwarzenegger, Ronnie Coleman, Lee Haney o Phil Heath. Per molti, però, un simile aspetto – anche con il doping – resta irraggiungibile, principalmente per motivi genetici. Il confronto continuo mina l’autostima, anche tra gli atleti “enhanced”. Porsi obiettivi è utile, ma serve realismo: altrimenti il rischio è aprire la strada a problemi che incidono sull’intera vita.

Conta anche la pressione dell’ambiente. La comunità sportiva e del bodybuilding è molto variegata; i novizi possono sentirsi spaesati. Se subentrano rivalità, desiderio di “recuperare terreno” o di restare in cima, la pressione può spingere persino i più esperti ad aumentare dosi o prolungare i cicli in modo incontrollato.

L’impatto della farmacologia “forte” sulla psiche

Soprattutto SAA e SARMs incidono sull’assetto ormonale. Alzare artificialmente testosterone e derivati – e contrastare ormoni come l’estradiolo – non riguarda solo il fisico, ma anche la mente. Picchi e cali ormonali improvvisi possono generare oscillazioni dell’umore e della motivazione. In genere, a ogni “fase alta” segue un “down”, che può tradursi in segni depressivi.

Segnali d’allarme da considerare

La salute va osservata a 360 gradi: esami del sangue (inclusi gli ormoni) stato emotivo. Ecco segnali che suggeriscono di rallentare o cercare aiuto professionale:

  • sensazione costante di pressione; paura dei cali dopo lo stop agli SAA a fine ciclo e impulso a incrementare dosi o prolungare i cicli,
  • pensieri persistenti di “non essere abbastanza” e di muscoli “insufficienti” nonostante evidenze contrarie,
  • tentativo di superare a ogni costo i limiti naturali, ignorando confini salutari.

Ulteriori indizi:

  • confronto continuo con gli altri,
  • percezione di inadeguatezza,
  • mancata accettazione del proprio aspetto,
  • sensi di colpa (allenamento saltato, sgarri alimentari),
  • ansie legate al corpo e alle caratteristiche fisiche.
    In questi casi è consigliabile rivolgersi a uno specialista.

Disturbi potenziali legati a un uso eccessivo

Quadri frequenti:

  • mania, ipomania e depressione (per fattori personali e possibili effetti su neurotrasmettitori/asse ipotalamo-ipofisi-surreni),
  • disturbi d’ansia e irrequietezza,
  • disturbi dell’immagine corporea / dismorfia muscolare (focalizzazione eccessiva sull’aspetto, bisogno di “aggiungere sempre” – il rovescio dell’anoressia, spesso detto bigoressia),
  • aumento della propensione all’aggressività ( importante : gli steroidi non “creano” aggressività, ma possono amplificare predisposizioni esistenti),
  • dipendenza da supplementi/farmaci (livello fisiologico – cali del testosterone con umore depresso; livello comportamentale – mancanza del “drive” senza il “boost” del test).

Buone pratiche e buon senso prima di tutto!

Conviene porre al centro il processo obiettivi a breve termine : quante volte allenarsi, come organizzare recupero e sonno, alimentazione e – se presenti – scelte farmacologiche responsabili. La consapevolezza degli effetti (p. es. necessità di pause e, talvolta, PCT) aiuta a capire i bisogni del corpo. Rivedere periodicamente piani di ciclo e di allenamento e confrontarli con il proprio stato mentale (ad es. ogni mese) crea vigilanza e riduce il rischio di mania o dipendenza. Sono best practice fondamentali di cui vale la pena prendersi cura.

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